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Itinerari Turistici

- Ostuni -

La Città Bianca

Ostuni si erge su tre colli e sul più alto si trova la città vecchia, interamente dipinta di bianco ( dipinta calce ), da qui l’appellativo di Città Bianca, circondata da indistruttibili mura difensive. E' certamente una delle delle città più belle della provincia di Brindisi e si trova a cavallo delle Murgie basse e il mare. Nel suo territorio troviamo circa 300 Masserie mentre il centro abitato è ricco di Chiese che rappresentano un ricco patrimonio culturale ed artistico.
L'agosto ostunese comprende manifestazioni artistiche, culturali e folkloristiche che si concludono con i festeggiamenti in onore del santo patrono e la Cavalcata dei Vaticali.

tratto da Cercainostuni.it

- Alberobello -

La città dei Trulli

La storia di questi edifici molto particolari è legata ad un editto del Regno di Napoli che nel XV secolo sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione.

Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi.


Essi erano realizzati dalla maestranza assunta per la costruzione del trullo e ne identificavano l'artigiano. In base alla qualità della fattura del pinnacolo si poteva dunque identificare non solo la destrezza artigianale del costruttore, ma anche il valore della costruzione. Una maggiore spesa nella costruzione del trullo permetteva di individuare pertanto, le famiglie più abbienti da quelle meno facoltose.
Per quanto riguarda i simboli dipinti sopra i tetti dei trulli spesso assumono un significato religioso; talvolta possono rappresentare segni dello zodiaco. Pinnacolo e simbolo dipinto insieme formavano una sorta di identificativo civico, in quanto per lungo tempo Alberobello ha visto negarsi un riconoscimento ufficiale da parte dei conti di Conversano.

- Polignano a Mare -

A picco sul mare Adriatico, su una superficie di circa 63 Kmq e dalla forma geometrica quasi triangolare, sorge una piccola cittadina, chiamata Polignano a Mare. Dalle antichissime origini, la vecchia Neapolis dista da Bari poco più di 30 Km, verso sud-est.
Si può raggiungere Polignano tramite la SS 16.

Come una medaglia, Polignano a Mare sa offrire ai visitatori le sue due faccie.
La prima: il mare, elemento che ne ha permesso l'insediamento delle popolazioni primitive e le grotte marine; la seconda è costituita dalla campagna fertile, dalle lame con la tipica vegetazione mediterranea e dai siti archeologi, testimonianza di quanto Polignano sia stato - e continua ancora ad esserlo - un centro attivo e dinamico. Proprio per questo, Polignano a Mare sa unire in un connubio mistico e indissolubile tradizione e sviluppo: il fascino della sua lunga storia con gli importanti insediamenti agricoli e turistici che fanno sì che questo piccola perla possa garantire ai propri abitanti e non solo, la tranquillità del centro di provincia con il fermento di una economia in perenne evoluzione.

tratto dal sito ufficiale del Comune di Polignano a Mare

- Lecce -

Lecce: una città che nel suo tessuto urbano coniuga in mirabile sintesi esempi di lussureggianti architetture barocche e linee più austere, florilegi di esaltazioni pagane e severe rappresentazioni d’arte religiosa scolpite sulle facciate delle chiese, imponenti palazzi nobiliari e incantevoli segni di edilizia civile, testimonianze messapiche e precristiane e vestigia romane d’epoca imperiale. Se è vero che per molti il fascino di Lecce risiede in tutta la città antica, con le sue stradine e vicoletti che si compongono come i fili di una tela di ragno e che sfociano in sorprendenti scenografie, non si può non menzionare l’altra parte del cospicuo patriomonio della città. E' interessante quel pezzo di centro storico denominato “giravolte”, che ha un evidente stile orientale. Anche le suggestioni del Liberty, mescolate allo stile moresco, sono presenti in città e visibili sulle facciate di splendide dimore, le ville sorte sui viali Lo Re e Viale Gallipoli in seguito alla sistemazioni del viali extramurali progettati intorno al 1825. Di notevole pregio le bellezze dell’architettura cinquecentesca e tutte le cospicue testimonianze dell’età romana e pre-romana. Attualmente le nuove scoperte e le indagini condotte in piazzetta Castromediano, nelle immediate vicinanze della centrale Piazza S. Oronzo, hanno permesso di ampliare le conoscenze. Gli appassionati di archelogia urbana avranno modo di constatare che Lecce rappresenta un esemplare caso di studio per essere un centro pluristratificato, caratterizzato da un complesso e articolato palinsesto urbanistico e architettonico.


Tratto dal sito ufficiale del Comune di Lecce

- Locorotondo -

Dove la Murgia degrada, si riscontra la Valle d'Itria, un cuscinetto di verde a metà strada tra Adriatico e Jonio e su questa pianura, circondata da piccole alture, si affaccia Locorotondo. Sorge linda e silente sulla sommità di un colle che cinge gli ultimi contrafforti murgiani del Barese.

Armoniosamente tondeggiante come il toponimo stesso suggerisce, Locorotondo deve il suo nome alla morfologia assunta dal primo centro abitato, sorto attorno al mille.

Le prime casupole di un villaggio composto da agricoltori furono edificate su un altopiano attrezzato, addossate le une alle altre, a pianta circolare, quasi a voler cingere a corona quella terra strappata a boschi di querce e fragni per renderla coltivabile e fertile.

Tratto dal sito ufficiale del Comune di Locorotondo

- Cisternino -

Cisternino, posta a 394 metri di altitudine, occupa una posizione strategica tra Bari, Brindisi e Taranto.
Tra le manifestazioni folkloristiche più attese a Cisternino, c’è sicuramente il Lunedì di Pasqua. Chiamata nel dialetto dei suoi abitanti “Pasquarèdde”, questa festività si svolge presso il Santuario della Madonna d’Ibernia, dove ci si reca con dei dolci tipici ( a forma di borsetta con due uova sode per i bambini, con uno a forma di bambola con un uovo sodo per le bambine), chiamato “u churrüchele”, esso porterebbe prosperità e fecondità. Non a caso, quella d’Ibernia è la Madonna della vita, della fertilità e dell’abbondanza.

Di particolare importanza sono le consuete edizioni del Festival Pietre che Cantano, del Festival delle Bande Giovanili, del Festival Suoni Sacri e dal Pianeta e la ormai consolidata Fiera della Valle d'Itria.Le sagre più rinomate, invece, che si svolgono tra Cisternino e le sue frazioni, sono: la sagra delle orecchiette e quella del coniglio, che si svolgono nel mese di agosto, e la sagra dell’uva, che si tiene a settembre. Queste sagre sono sia un momento di ritrovo e di allegria per tutti i cittadini, ma soprattutto una maniera importantissima di tenere ancora vitale il patrimonio folkloristico di ogni regione, la base per l’identità della città, come del cittadino che la abita.

I beni architettonici più importanti e più interessanti da vedere sono: La Torre di Porta Grande o Normanno-Sveva: di epoca medievale, alta 17 metri, questa torre costituiva l’ingresso principale della città. In alto, sulla sommità, vi è una piccola statua di San Nicola. E’ stata sottoposta nei secoli a vari riadattamenti, l’ultimo dei quali nel 1995. La Chiesa Madre di San Nicola: costruita nel XIV secolo su di un’ antica chiesa paleocristiana dei monaci Basiliani, presenta al suo interno due opere in pietra viva del ‘500, di notevole valore, firmate dallo scultore “Stephanus Abulie Poteniani” (Stefano da Putignano): una Madonna con Bambino, nota come La Madonna del Cardellino e un piccolo tabernacolo.Il Santuario della Madonna d’Ibernia (Madonna de Bernis): a tre km dal centro abitato, questo santuario è legato ad una leggenda; sarebbe stata proprio la Vergine, infatti, con una apparizione, ad indicare il luogo esatto dove sarebbe sorto il santuario a lei dedicato. Il terreno attorno è ricco di ceramiche e reperti risalenti ad epoca romana e medievale.

Fu ritrovato anche un capitello bizantino ed alcune tombe e questo fa supporre che il santuario sorga sulle rovine di un centro abitato, ruotante attorno ad una chiesa paleocristiana.



tratto dal sito ufficiale del Comune di Cisternino

- Martina Franca -

Elegante cittadina situata a 431 m. di altezza sul livello del mare, adagiata su una delle ultime colline meridionali della Murgia sud-orientale, Martina Franca domina l'incantevole Valle d'Itria, splendida distesa verde biancheggiante di trulli.

La maggiore attrattiva della città è senza dubbio costituita dal caratteristico centro storico, splendido esempio di arte barocca, che con le sue stradine, i suoi bianchi vicoli, i palazzi signorili e le maestose e monumentali chiese.

Oltre ad un ricco paesaggio punteggiato dalle antiche "casedde", i famosi trulli, e dalle tipiche costruzioni delle masserie, preziose testimonianze dell'archeologia industriale, Martina Franca gode di un vasto territorio.


tratto dal sito ufficiale di Martina Franca

- Grotte di Castellana -

Tra i più importanti sistemi di cavità sotterranee naturali d'Italia e d'Europa le Grotte di Castellana occupano un posto preminente per la loro notevole estensione, ma soprattutto per la spettacolosa vastità delle gallerie naturali interne e per la prodigiosa ricchezza delle concrezioni cristalline.

- Zoo Safari di Fasano -

Parco faunistico:

Visita al Grande Parco Faunistico col proprio mezzo;
Lago grandi mammiferi;
Delfinario;
Villaggio delle scimmie;
Sala Tropicale;
Mostra delle farfalle;
Mostra ornitologica (uccelli esotici);
Percorso botanico nella macchia mediterranea;
Museo della Scienza;
Museo della manovella;
Museo delle armi antiche;
Mostra delle navi antiche.

Parco Divertimenti Fasanolandia:

FASANOLANDIA è il parco divertimenti annesso allo Zoosafari.
Questo parco ogni anno si arricchisce di nuove attrazioni, spesso in esclusiva per il centro-sud d’Italia (vedasi la pagina “novità dell’anno”).
Oltre 25 grandi attrazioni, dalle più tranquille alle più spericolate, appagano i gusti dei visitatori di tutte le età, alle quali si aggiungono spettacoli di varietà e di illusionismo nel grande teatro polifunzionale.
Da menzionare anche un mercatino per lo shopping ed una cappella del XVI secolo annessa alla “Masseria Pedali”.

Tratto da tuttoalberobello.it

- San Giovanni Rotondo -

Le origini della città di San Giovanni Rotondo affondano le radici in epoche antichissime. Fin dall'età neolitica ( VI - V millennio a.C. ) insediamenti tribali di capannicoli sorgevano un po' ovunque sul suo territorio: sulle "Coppe" circostanti, nelle vallate e nelle pianure in gran parte acquitrinose. Con il trascorrere del tempo questi insediamenti assumevano l'aspetto di vere e proprie fortificazioni, con tecniche afferenti la tipologia urbanistica dei Castelli garganici. Nel II millennio a.C., il territorio veniva frequentato da gruppi tribali provenienti dalla penisola balcanica: dall'Illiria, dalla Tracia, dalla Frigia e dalla Troade in particolare.
La tribù dei Paiones ( Pavoni ), proveniente proprio dalla Troade, si stanziava stabilmente sulla cima del monte Castellano ( Crocicchia ), ove fondava la città di GARGAROS ( città di pietra ), dando allo stesso monte l'etimo di GARGARO, che in seguito sarebbe divenuto GARGANUS - GARGANO, estendendo, così, il suo toponimo a tutto il promontorio. Ai piedi del monte Castellano, a poche centinaia di metri dalla cima , i Gargari fondavano un altro sito, direttamente " gemmato " con quello posto sul monte e che essi appellavano anche GARGARA. In età del ferro ( X secolo a.C. ), il sito posto a valle richiamò e concentrò in sé quasi tutti gli abitanti sparsi negli insediamenti circostanti.

In età romana, l'insediamento a valle assumeva il toponimo di BISANUM, villaggio del dio dalle due facce ( GIANO ), mentre quello posto sulla cima del monte recava l'etimo di CASTELLANUM BISANI, Castello di Bisano (di Giano). Il dio Giano, venerato nel piccolo pantheon rotondo, edificato a valle, ad EST dell'abitato, celebrava il trionfo del sole e della luce e comprendeva in sé l'insediamento stesso.
In età medievale, il sito di BISANUM veniva assegnato al Monastero di San Giovanni in Lamis dei padri benedettini ( oggi Convento di San Matteo ) ed il diploma del conte normanno Enrico, dato a Monte Sant'Angelo il 14 novembre 1095, sanciva storicamente la fondazione della città con il nuovo toponimo di " SAN GIOVANNI ROTONDO ". Ancora una volta il vetusto e piccolo tempio rotondo, ormai cristianizzato e dedicato al Battista Giovanni, celebrava definitivamente il suo trionfo e consegnava alla Storia la nuova città.

San Giovanni Rotondo fu città regia con gli Svevi e Federico II vi lasciava la sua impronta, edificando la chiesa di sant'Onofrio ed appellandosi " Imperatore e Signore di San Giovanni Rotondo, A. D. 1231 ". La città, nello scorrere dei secoli, subiva le dominazioni angioine, aragonesi, spagnole, borboniche, ma seppe sempre conservare la sua dignità e mai subì l'oltraggio della schiavitù infamante per ottenere la sua libertà.

In età risorgimentale ( 1860 - In età risorgimentale ( 1860 - 1861 ) piantò con orgoglio nelle sue piazze l'albero della libertà, offrendo in sacrificio la vita dei suoi figli minori. Sacrificio che si rinnovò nel 1920, quando il popolo sangiovannese gridò in piazza dei Martiri tutta la sua ansia di giustizia, di uguaglianza e di libertà. Le due guerre mondiali videro molti figli della Terra di San Giovanni Rotondo morire nelle trincee, sui campi di battaglia assolati o innevati, ma stranieri e così lontani dal patrio focolare: 176 furono i caduti del primo conflitto ed 86 nel secondo.
La Montagna della Croce, ove un dì sorgeva la città dei Gargari, che improntava di sé la vita di tutto un promontorio, oggi indica al mondo intero, nell'umile, sofferente e splendida figura di un frate francescano, Padre Pio, nuovi itinerari e cammini di luce, di Speranza, di Carità, di Rinnovamento. Nell'Anno Domini 1997 Padre Pio veniva dichiarato Venerabile e il 2 maggio 1999 veniva proclamato Beato. Il 16 giugno 2002, in Piazza San Pietro, il Papa dichiara Santo il Beato Pio da Pietrelcina. La festa liturgica di San Pio da Pietrelcina ricorre il 23 settembre di ogni anno.

tratto dal sito ufficiale del Comune di San Giovanni Rotondo

- Otranto -

Otranto deve la sua suggestività soprattutto al suo borgo antico, il quale ha resistito alle burrasche del tempo e si presenta oggi come ieri. Vi si accede da "Porta Terra", che si apre lungo un bastione, recentemente restaurato, d'epoca napoleonica. Una volta entrati nel cuore della cittadina, ci si trova in una piazza triangolare, realizzata nella seconda metà del Cinquecento. Più avanti, si erge "Porta Alfonsina", costruita nel 1481 e dedicata ad Alfonso, duca di Calabria, al quale si deve la liberazione del borgo dagli Ottomani. E' emozionante camminare sull'antico lastricato fatto di pietre vive. Corso Garibaldi rappresenta l'arteria commerciale del paese. Vanta, infatti, la presenza di innumerevoli negozietti, aperti fino a tarda serata, nei quali si può trovare di tutto: souvenir, oggettistica locale e non, cartoline, abbigliamento, ecc. Il Corso si conclude in Piazza del Popolo dove si può notare la "Torre dell'orologio", edificata nel 1799 e impreziosita dallo stemma cittadino. Successivamente, tra localini e bar, si giunge a "Porta a Mare", attraverso la quale, percorrendo una lunga scalinata in legno, si arriva al porto. Il centro storico di Otranto si snoda attraverso una fitta rete di stradine nelle quali si possono ammirare costruzioni antiche risalenti a varie epoche. Sul mare, poi, si erge il Bastione dei Pelasgi da dove si può scorgere uno splendido panorama del porto. Nel cuore del borgo antico, trova la sua dimora la basilica di S. Pietro e, nella zona più alta, vi sono la Cattedrale e il Seminario. Il Castello Aragonese è ubicato in direzione del mare. Tra le altre cose, ai bordi di alcune case, site tra le suggestive viuzze, si possono scorgere delle grosse palle di granito, catapultate dalle bombarde saracene nel 1480. Giacciono lì da tempo immemore quasi a ricordarci la tragedia che colpì gli otrantini. Nel periodo estivo l'intera area in questione è interdetta agli autoveicoli e ai ciclomotori.

tratto dal sito ufficial del Comune di Otranto

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